Il percorso riabilitativo

IL PERCORSO RIABILITATIVO

ACCESSO


L’ingresso presso il Centro Kades sarà subordinato alla volontaria adesione del soggetto rispetto al Regolamento e al Programma Riabilitativo del Centro Kades e all’ammissione delle seguenti condizioni:
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Il riconoscimento

sincero del proprio stato di persona bisognosa di aiuto.
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Il rifiuto

convinto dello stile di vita legato alla propria problematica.
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L'accettazione

dell’impegno personale come condizione indispensabile per la soluzione del problema.
L’accesso dell’utente presso il Centro verrà concordato a seguito di colloquio in Comunità, in collaborazione col Servizio Sanitario di provenienza della persona. La soglia massima del sostitutivo oppiaceo consentita all’ingresso è equivalente a 40 mg di metadone che dovrà essere gradualmente ridotta fino all’azzeramento entro sette settimane dall’ingresso congiuntamente ad altre eventuali terapie con psicofarmaci.

IL PERCORSO


In presenza dei suddetti presupposti, il Centro Kades procede ad inserire l’utente nel percorso terapeutico (Accesi: 1,2,3) più consono secondo le seguenti modalità generali.

Al momento dell’ingresso in comunità l’utente verrà introdotto alla cosiddetta fase dell’Orientamento, avente lo scopo primario di evidenziare la volontà al cambiamento e l’adattamento al nuovo contesto di vita. In questa fase non sono previsti contatti con i familiari. Seguiranno altre sei fasi, ognuna con specifici obiettivi in parte standardizzati e in parte da personalizzare. L’individualizzazione del progetto avverrà calibrando e integrando gli obiettivi standard previsti per ogni fase, con altri, sulla base delle caratteristiche soggettive che man mano emergeranno.

Le fasi che compongono il percorso terapeutico del Centro Kades:

amore

ha lo scopo di dare inizio al processo evolutivo desiderato grazie alla predisposizione delle risorse formative presenti in comunità. Da inizio alla comunicazione telefonica ed epistolare con la famiglia.
amore

ha lo scopo di far realizzare nella pratica giornaliera quello che il residente acquisisce attraverso gli apprendimenti previsti dal progetto riabilitativo.
amore

mira a portare ad un primo livello di maturità e di stabilità all'interno del programma. Prevede una visita mensile dai familiari e uscite in città il sabato pomeriggio con gli “anziani“ del gruppo.
amore

inizia il graduale accertamento dei cambiamenti avvenuti, con possibilità di verifica nelle responsabilità affidate. Visite dei familiari libere, concordate con gli operatori. Programmate anche uscite di “verifica” esterne alla comunità, presso i familiari o figure di riferimento.
amore

è la prova in vista dell’ultima fase, con responsabilità e libertà di azione sempre maggiori. Le uscite dal centro possono avvenire anche in autonomia ma concordate con gli operatori, quelle presso i familiari sono programmate con cadenza mensile.
amore

Tra gli scopi perseguiti nella suddetta fase vi sono: la verifica in situazioni di stress lavorativo, dell’equilibrio, delle abilità e competenze sviluppate nel percorso comunitario e il potenziamento delle capacità di progettazione inerenti il definitivo reinserimento nel tessuto sociale lavorativo e familiare.
In particolare, nel corso di tale periodo, l’obiettivo è quello di monitorare e sostenere:
 

• il riconoscimento e la gratitudine per il benessere raggiunto;

• la capacità di relazionare e di comunicare adeguatamente il superamento delle proprie problematiche precedenti l’ingresso in comunità;

• la capacità di produrre spazi di autonomia finalizzata;

• un atteggiamento positivo verso il lavoro;

• la resistenza allo stress e alle frustrazioni intercorrenti nell’ambito lavorativo.

• il grado di responsabilità relativo alla sfera economica (il rapporto lavoro-denaro).

 
L’andamento del residente che ha già raggiunto un’adeguata maturità psico-fisica relativamente al progetto residenziale, verrà monitorato anche in regime extraresidenziale attraverso colloqui telefonici e rientri presso il centro.